POESIA


Vai ai contenuti

Alessia Sanna - Frammenti: Stazione

Freschi di stampa



Alessia Sanna
Frammenti: Stazione
Euro 8,00


Che tra la logica del vivifico caos, veicolato dai "frammenti", e quella della tappa di duplice valenza (partenza-arrivo) a cui rimanda il concetto di stazione non ci sia, e non ci debba essere, una correlazione immediata, questa raccolta poetica lo lascia intendere in modo piuttosto agevole. Il frammento fluttua, nella disarmonia quantitativa, insieme ad una molteplicità di suoi simili, mentre il limite, statico appunto, richiamato dallo status, sembra azzardare l'ipotesi di un freno, o una chiamata a raccolta delle essenze in libero volo. Quindi qualcosa di più e di meglio di una semplice dicotomia, o di un lontano barlume di sporco ossimoro; si sospetta, titolo alla mano, di trovarsi in presenza di due angoli lontani dai quali osservare la medesima visuale, su pensieri turbinanti, echi di cose, stralci di emozioni, cascami di sogni, di lucida emozione, di sensi accesi.
Nella presente antologia di Alessia Sanna, la parola assume ovunque un carattere infinitamente evocati-vo; mai puro suono ma altrettanto lontano dall'uti-litarismo comunicativo di pronta presa. I vocaboli spaziano in oasi di concetto che, di verso in verso negato, si trasforma, si rielabora, si nasconde. Da un campo semantico all'altro, le agili strofe, e gli altrettanto esili, scattanti e nervosi versicoli, contri-buiscono a tracciare non uno ma diversi scenari, saltando da un'onda di calore espressivo al guizzo retorico che blocca e ghiaccia il contesto.
Il conto sinestetico di questa forma lirica, basata sull'accumulo del senso e della percezione, si perde nel tratteggio di immagini fulminee, di condizioni oniriche e metamorfiche, che dal dato naturale (acqua, vento, luce, creature) accedono con slancio, senza stacco, alle ricadute interiori, ovunque vissute sul filo dell'esplosione assoluta.
I versicoli della poesia di Sanna avanzano turbinanti, allacciati da nessi sintattici che durano poco, ansiosi di trasfondersi ora in luce ora in suono, nell'appoggio insistito su tropi di ardito spessore. I ganci analogici si manifestano e si perdono in un incessante moto convulso, fascinoso e accattivante. Non emerge un tema ricorrente ma, in frammenti appunto, sono tutti i temi dell'apertura alla lettura del sogno-vita a volteggiare indisturbati, a depositare illimitate occa-sioni di gusto e di dolore, di piacere e di estasi enfati-ca suggerita e subito cancellata nella rielaborazione del dettato che si spinge altrove.
Ecco che allora la "stazione" del titolo perde ogni allusione alla staticità ma diventa dinamismo totale, via vai beffardo di trucioli e schegge, in un dialogo costante, spaziale e temporale, tra il tempo della memoria e il tempo della vita mescolati in un presente unico, pulsante ed universale.


Alessandro Mancuso


Torna ai contenuti | Torna al menu