POESIA


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Maria Giovanna Perroni Lorenzini

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Maria Giovanna Perroni Lorenzini
Raggiungere l'Eden
Ed. Golden Press - Euro 10,00



Ecco, dunque, un altro libro di poesie di mia moglie, il settimo, Raggiungere l'Eden, poesie in tono minore, di Maria Giovanna Perroni Lorenzini. Lei è così. La poesia è grandissima parte della sua vita. E' uno dei due amori. L'altro è per la sua famiglia: il marito, la figlia, il genero ed ora il suo nipotino Fabio. Dimenticavo i suoi gatti.
Lei vuole vivere così, nell'ebbrezza dell'ispira-zione poetica, vuole scrivere le sue poesie, le vuole stampare, le vuole leggere agli amici, le vuole pubblicare.
Ogni nuova poesia, è una realizzazione di vita in più. Lei, Maria Giovanna, quando ha una poesia nel cuore, oppure l'ha nel suo quadernino ormai scritta, oppure che è passata attraverso il computer e la stampante, lei è felice, la vita le è in rosa, la gioia è entrata nella sua casa. Lo vedi subito quando al mattino scende a colazione con in tasca la sua ennesima composizione, scritta alla meglio da lei ipovedente; allora c'è ottimismo in cucina, i gatti hanno doppia razione di colazione, lei sorride e ride, tutto attorno a lei è bello, è amico.
C'è mestizia invece, quando l'ispirazione è assente, quando la Musa tace, quando il computer e la stampante rimangono muti. Allora dice: 'Oh, i tempi della grande ispirazione!'. Allora puoi star sicuro: tutto è nero, la vita non è altro che un fastidio. In quell'atmosfera i gatti si devono accontentare di un po' di kitekat e di molte sgridate. La poesia è in gran parte la vita di mia moglie.
Il suo canzoniere è fatto di poesie, che parlano un po' di tutto: il cielo, il mare, la terra, gli uomini, il cuore e le passioni degli uomini. Ma molte liriche hanno per oggetto proprio la poesia. E non avere ispirazione è come essere in peccato mortale. Perché la poesia è catarsi, è amore, e avere in cuore la poesia è come essere nelle grazie di Dio. E questo libretto è un'ennesima testimonianza di questa poetica religiosa di Maria Giovanna. Raggiungere l'Eden è un itinerario che da lande inabitabili ci porta verso paesaggi di terra promessa, verso la salvezza. Per cui si passa da un inizio di sconforto e di disperazione al graduale raggiungimento dell'Eden.
All'inizio, quando il suo cuore non è riscaldato dal calore della poesia, allora è un cuore spento, senza slanci, in cui, afferma Maria Giovanna, i fiori 'morrebbero di gelo dentro un'ora'. Allora, quando non c'è poesia, c'è il pessimismo esistenziale: dice: 'E non riesco ancora ad accettare/ che l'orma mia leggera evanescente,/ appena un'ombra sulla rossa rena,/ già venga cancellata dal risucchio/ inesorabile di un eterno flusso'. E' il momento in cui 'la rosa di Osiride' non riesce a fiorire; e la poetessa sente di essere confinata in un deserto, che non riesce a oltrepassare quel Giordano, verso 'la patria viva, terra di fede, slanci, pace e amore;/: la cinge azzurro alone; brilla il sole;/ splendidi i fiori e rigogliosi i frutti'.. Ora non l'amenità del paesaggio, ma l'aridità: dice infatti: 'Ma, adesso, sul mio colle desolato,/ soffia, più spesso il vento-delusione;/ vien dal tramonto e non ha mai profumo;/ con sé trasporta solo rossa arena,/ trafugata alle sabbie di un deserto;/ tronca il respiro e dà noia e dolore'. Ora, per il suo cuore sono impossibili i ritorni: 'E' il nostos l'avventura più impossibile'.
Ma se nel nostro cuore c'è amore, cioè se la nostra vita è fecondata dall'alito della poesia, allora i nostri giorni saranno coloriti dal rosa della speranza: 'Lascia il passato che più non ritorna./ Vivi, mia vita, quello che ti si offre,/ riconoscente, grata di ogni dono,/ qualche attimo di gioia e un po' di pace'.. Con quell'ottimismo che nasce dalla consapevolezza, che Bella la vince sulla Bestia. Qui, nell'itinerario, siamo ad una svolta, gradatamente andiamo vers la redenzione.
Ora ogni lirica è un grido di gioia, è una speranza, è l'ottimismo di colui che sa di avere in mano, stretto, il cuore di Tristano, di colui che ha l'ardire di chiedere al prestigiatore il suo cappello, 'ché voglio trarne fuori un po' d'amore!'.
C'è guerra, nel mondo, c'è odio, gli uomini fra loro si combattono, si uccidono; e la poetessa vede, ma non dispera; ma è presa dalla follia di opporsi al male, di combattere: si sente diventare gigante, 'più braccia sento nascermi dal corpo;/ più mani, quanti Argo aveva occhi:/ mani di inerme, ma decise, tese,/ nel loro amore, ad abbracciare il mondo'.
E' l'amore il punto fondamentale della poetica di Maria Giovanna. Nei libri di poesia che ha pubblicato c'è sempre una sezione dedicata al suo amore per il marito. Sono poesie collocate verso la fine delle sillogi, con cui in un certo senso lei si congeda dal lettore. Sono una specie di messaggio, in cui la poetessa , mostrando il suo cuore, dà la chiave della sua conquista dell'Eden, e la chiave è l'amore, l'amore per il marito, per i figli, per i nipoti, per gli uomini, per l'universo, perché l'amore è tutto. Leggete, per esempio, Il mio amore, Lucenti grani di preghiere, Trittico d'amore, Perdere e trovare, in cui contro la fragilità della nostra vita, è affermata l'eternità del sentimento: dice in Lucenti grani di preghiere: 'E già vedo che il termine è vicino./ Ma il mio voto qual è? Che in quel mistero,/ in quel grande mistero che è la vita,/ gli anni nostri sian chicchi luminosi/ e formino una splendida corona,/ quali lucenti grani di preghiere./. E in Perdere e trovare: 'Ma non ci sfugga il senso del silenzio/ musicale che scende a noi d'intorno:/ è un'armonia divina, un dono raro/ per chi sappia ascoltarlo; una sorgente/ intatta, che si offre, inesauribile,/ a chi saprà bagnarvi il proprio cuore'.
Assieme all'amore, ci sono altri sentimenti che rendono umanamente feconda la poesia di Maria Giovanna. La Religione. Qui possiamo leggere La scala di Giacobbe (vedi GEN. 28. "Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo. Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. Ecco il Signore gli stava davanti e disse: "Io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco..."), in cui si trasforma in mito esistenziale, strumento di salvezza, l'episodio della vita di Israele.
La Natura, che scaturisce viva e musicale nel poemetto Il concerto del vento. Leggendo non possiamo non pensare a La pioggia nel pineto. Senza invidiarla troppo. La poesia di Maria Giovanna è più casta, meno letteraria, c'è più semplicità; in armonia con le composizioni di questa silloge, nate con la caratteristica di essere un cordiale colloquio su sentimenti comuni fra il poeta e la disponibilità del lettore.
La religione del passato, del tempo in cui noi bambini ci entusiasmavamo nel contemplare e nell'inseguire e catturare le lucciole nel buio delle notti estive. E il poeta ci invita alla religione di questo passato. Che, forse, non tornerà più. Ma non lo rifiutiamo. Conserviamone nel cuore la nostalgia. Pur storditi dalle luci psichedeliche, usciamo fuori a contemplare le luci del firmamento, la luna, le stelle, il carro, le costellazioni e, se siamo di stagione, anche il timido bagliore delle lucciole. Dice il poeta: "E' sicuro che indietro non si torna./ Lo so bene perché sono un poeta./ Ma forse anche uno sguardo a quelle lucciole,/ a quel lieve bagliore d'altri tempi,/ in mezzo a boschi, a prati, in valli e monti,/ mentre al desco è riunita la famiglia,/ attorno a una minestra, a una polenta,/ non potrebbe aiutare il nostro tempo/ a ritrovarsi un senso di misura?".
Se avremo questa umiltà di contemplazione, se saremo alunni di Dio, della Natura e degli Uomini; se al nostro pensiero metteremo ali con piume che siano capaci di raccogliere ogni luce, riflesso dello Spirito; in modo da creare in noi, fra cielo e terra, un'armonia perfetta/ d'anima e corpo, intelletto ed amore/ sensi e ragione, logica e passioni;/ potremo arrivare così alla bella sponda,/ Terra promessa, al margine del mondo,/ Eden primevo e Meta del Futuro. E allora saremo salvi.

Carlo Lorenzini

Novembre 2011



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