Poesie di Daniel Triggiani - POESIA

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Poesie di Daniel Triggiani

Spazio Libero


VOLO DI COLOMBA

Volare e' stupendo, sentire il vento che si spezza fra le ali, il rumore dolce delle piume che accarezzano l'aria, sentirsi sollevati fra le mani di una dea, magico come il pianto di un neonato.
Sorvolo il mondo e i suoi problemi, sfioro l'odio e l'arroganza dell'umanita', fluttuo fra le nuvole, niente mi puo' fermare, l'aria e' fresca e pungente come pioggia.
In picchiata sulle teste e su quei gran rumori, non resisto, sbatto forte le ali e sono gia' lassu' fra le nuvole, coccolato dalle stelle, compagno del sole, amante della luna, figlio della terra.
Mia nemica solo la stanchezza, che ora mi agguanta e mi trascina giu'...giu'....giu', mi poso su questi alberi che piu' volte hanno chiesto di volare lassu' fuori dallo smog che li uccide, riposo le mie zampe e le mie ali, vorrei dormire ma non e' il mio mondo,  guardo il mio mondo lassu', e come una carica di vita sbatto le ali, vibro nell'aria, fra le vie e i palazzi, fra persone e metallo, su....su....come un bambino nel grembo della madre mi faccio cullare dal vento, questo e' il mio mondo, volo e sento che e' l'unica mia ragione di vita....volo.....volo.....ma in fondo cosa voglio........sono solo una colomba.

sabato 28 settembre 2002


PAROLA D'AMORE

Sei la mia vita
Ti aspetterò
Eternamente
Fidati di me
Amore
Non posso stare senza
Innamorarmi di te
Accecato da te
Non significo niente
Mi manchi da morire
Ti sposerei..
Vorrei baciarti
Scaldarti il cuore
Ritorna ti prego...

sabato 28 settembre 2002


LETTERA DI DUE ANGELI

Perchè la vita ha questi momenti bui e dolorosi ? l'amore è la causa o siamo noi che li creiamo?
Forse si potrebbe vivere senza la persona amata ma riusciremmo a vivere senza ricordare? ricordare i momenti passati insieme......forse si......ma è così difficile dimenticare.
Il ricordo del primo bacio è piu forte di ogni distrazione e di ogni forma di divertimento, quando si è soli è difficile dimenticare le parole, le battute, i baci, le carezze e i sorrisi dell'anima gemella.......o forse no.
Quando si perde la persona amata, e intendo l'amore puro, è impossibile vivere, tutto quello che si faceva con semplicità ora è come raggiungere la luna....impossibile....o forse no.
Gli anni passano e la storia fra due persone che si amano diventa più forte come il titanio, due persone un'unica anima, si può restare  senza vedere la propia anima gemella ma non si può sapere che l'amore che si prova non è ricambiato....o forse si.
Amare....Amare è come camminare insieme, sereni e per l'eternità, chi riuscirebbe a stare senza amore?penso nessuno...io no.
Se una giornata di sole era tale, ora che non cè più è solo una semplice giornata di sole come le altre, non si sente più il vento che fischia, e il calore che penetra nel cuore e che ti riscalda l'anima....non è più così.
E se la pioggia e se il freddo cala.......lo sentirai fino alle ossa e ogni lacrima di ricordo ghiaccerà...ma se si amava...la si raccoglie e con il calore dell'amore si scioglierà...vedrai che il suo ricordo sarà più forte di qualsiasi temperatura......lo spero.
Gioielli, macchine, regali e anniversari alleggeriscono solo la vita di una persona che ama...che ama veramente...cosa vale di più di uno sguardo o di un ti amo sussurrato all'orecchio? niente di questo ne sono sicuro.....non ci giurerei.
la gelosia è come una droga.....rende schiavi e non si può cacciare nemmeno con tutta la fiducia di questo mondo....non si può.
Perchè....perchè si rinuncerebbe persino alla propia vita quando manca l'amore? perchè non si riesce a donare la propia vita quando lo si ha!....è orgoglio...si, hai ragione è l'orgoglio ma perchè non se ne può fare a meno? se si dice che l'amore è il sentimento più forte ?!.......l'amore è il sentimento più forte, ma è anche quello con più nemici.....tentazioni....vorrei non avere tentazioni!...non credo che sia possibile...allora non vorrei amare!......senza amore non puoi vivere,la vita è il frutto dell'amore...allora vorrei non vivere.....
Rinunceresti a vivere per non amare e per non rischiare di dover soffrire per amore?......credo di si..
Vedrai che se l'amore ti rapisce quello che ti donerà sara cosi bello e stupendo che se lo perderai, ne vorrai ancora, non rinunciare, fatti tentare.
Non sono convinto di voler amare.....e soffrire nel perderlo, ma non pensi che sia stato comunque bello da vivere?.....e se non potessi più restarne senza?....lo cercherai...ma se era amore puro, come posso sostituirlo.....cambierà nome, volto ma sarà sempre amore...non ne sono convinto.
Il tempo passa.....si ma l'amore non è temporale...vero? certo, non scoraggiarti prendi i guantoni e lotta, non arrenderti stringi i denti e vivi, la vita è ancora lunga....anzi....per te deve ancora iniziare.
Signore?......quando tornerò saprà se sono riuscito a cogliere il fiore dell'amore senza farlo appassire e senza pungermi......ne sono sicuro.
L'amore ti ha creato......ricordatelo sempre....l'amore..è vita.

giovedì 26 settembre 2002


IL SOGNO DI DAN

Ebbe inizio durante una giornata di settembre, il fresco alito del vento fischiava fra gli alberi, e le pietre attorno raccontavano di antiche battaglie, il lago mormorava storie di fanciulle innamorate, ma sole.
Sembrava una giornata normalissima e alquanto noiosa, ma qualcosa di incantevole stava per svegliare un fanciullo, addormentato dalla banalità della sua vita, in quel villaggio.
Dan stava ancora dormendo avvolto dalle coperte che lo scaldavano dai piedi a sotto il mento, i suoi occhi chiusi e quel sorriso d'innocenza creavano, in quella camera, un'aura di pace e serenità, sognava.....sognava fanciulle ancestrali, bellissime creature divine, non avrebbe mai potuto sapere che un sogno        sarebbe diventato realtà.
Solo una cosa riuscì a svegliare da quel sonno, quasi eterno, Dan. Il profumo irresistibile di quelle prelibatezze cucinate da sua madre, torte di lamponi, dolcetti di fragole e un latte fresco e bianco.
Si aprirono dolcemente gli occhi di Dan, con aria stupita e ingenua guardò.....guardò la magnifica tavola imbandita di tutto quel ben di dio, saltò giù dal letto si avvicinò alla madre strofinandosi gli occhi con le mani, la fissò, e disse:" Grazie madre....grazie" il sorriso di una madre è la cosa più bella di qualsiasi sogno, torta e quant'altro si possa trovare in questo mondo, lei guardò Dan e con il quel sorriso che penetra nel cuore come una freccia e scalda più del fuoco disse:"Prego mia gioia....dai che oggi devi essere in forma per il viaggio che aspettavi da anni, non vorrai partire con il calare del sole?!" Già, il viaggio,tutti nella propria vita affrontano il viaggio, il viaggio verso l'essere uomo, e a Dan era arrivato il momento. Divorò tutto quello che, con dolcezza materna, aveva cucinato la sua cara madre e tornò in camera, si sedette sul letto appoggiò il mento sulle mani, sbadigliò, e pensò al viaggio che avrebbe compiuto a poco:"Quali misteri mi attendono ? e quali pericoli combatterò?".
I sogni ad occhi aperti di Dan vennero solo interrotti dalla voce di sua madre:"Dan....Dan preparati che è ora, caro non preoccuparti, vedrai che sarà una passeggiatà per te" e Dan:" Mamma.....ti voglio bene.." le parole di Dan si fermarono solo per trattenere un pianto:" E poi fai le torte più squisite dell'intero villaggio!!" Capendo l'emozione di Dan rispose:" Grazie mia gioia.....ora sbrigati."
Una maglietta verde, un pantalocino e una giacca rosso corteccia, un berretto a punta spiccava fra i cassetti, Dan lo agguantò:" Non ci sarà il sole per sempre! meglio prenderlo." un piccolo ma fulmineo pugnale e un bastone di faggio saranno le sue uniche armi.
Dan uscì di casa, e vide, con gioia immensa la madre, bella e unica che lo aspettava al cancello. Non avrebbe voluto arrivare al momento dei saluti, ma ancora una volta quel sorriso lo riempì di calma e di gioia,:"Madre...se non dovessi." con una mano la donna li blocco la bocca:"Dan, ora va e non voltarti, conosci la strada e conosci il tuo destino, va mia gioia..va! " un'abbraccio concluse quel momento che nessun figlio al villaggio avrebbe voluto vivere. Dan prese il suo bastone, lo strinse e si incammino lungo quel sentiero che passa per il villaggio, fra quelle case che conosceva, fra gli alberi sui quali da piccolo si arrampicava, fece pochi passi e si voltò alla ricerca di quel sorriso che avrebbe potuto scaldare in una giornata fredda e gelida, ma non lo vide, sua madre era rientrata, forse non voleva vedere l'unico figlio andarsene, Dan riprese il cammino lungo il sentiero, concentrò i suoi sensi sulla madre, e sentii le lacrime e il pianto, il dolore e l'angoscia, la rassegnazione e la solitudine.
Un mondo nuovo, nessun ragazzo prima del viaggio avrebbe potuto uscire dal villaggio, e nessun ragazzo con un minimo di buon senso l'avrebbe fatto, Dan scrutava, incuriosito e un pò spaisato, l'orizzonte le montagne che ondeggiavano nell'immensità di quella radura, uccelli dal piumaggio fantasioso volteggiavano sulla sua testa creando cerchi multicolori che lo reseso stanco, trovò riparo sotto un albero dalle foglie enormi, si sedette, e si addormentò.
Fanciulle bellissime riempivano i suoi sogni:" Chi siete ?!" disse Dan quasi stufato da quel sogno che l'assillava, e con voce soave le fanciulle risposero:" Chi siamo?....Siamo le dame del bosco, tu sei il prescelto, porterai la pace alle nostre anime." Dan ribattè:"E cosa volete da me?...." Si fermò, perchè una figura lo distrasse, una figura famigliare ondeggiava fra le altre, strizzò gli occhi, la fissò:" MADRE!!!! nooooo..." Quell'urlo lo svegliò da quell'incubo, era piena notte e cento e più occhi luminosi lo fissavano da tutte le direzioni,:" Dove sono?." impugno il bastone con una mano e il pugnale con l'altra, s'alzò guardo l'albero sotto il quale aveva trovato riparo,:"Quale stregoneria è questa?! questo non è lo stesso albero!." Un'altro albero in effetti era comparso, un albero alto che sfondava il buio, secco è senza foglie, un'albero morto; Si voltò verso quei cento occhi:" Haaaaaaa!"
Decine di fanciulle ondeggiavano davanti a lui, Dan non era spaventato perchè erano graziose e mettevano calma e serenità,:" Cosa volete da me spiriti? " Solo silenzio ottenne:"Vi prego di lasciarmi andare......ho un viaggio da compiere!" Le dame si guardarono dietro le spalle e con una scenografia fantastica fecero spazio ad un'altra dama con il viso coperto, si avvicinò a Dan e scoprendosi il viso disse:" Dan mia gioia...." Incredulo il ragazzo si strizzo gli occhi:"NOOO! madre non sei tu...vero?"
Un sorriso indimenticabile ne fù la risposta:"Caro...hai compiuto il viaggio...tieni" Fra le mani padroneggiava un anello, luccicante e dall'aspetto prezzioso,:"Madre cosa ci fai tu qui? e chi sono quelle signore?" :"Vedi Dan, ogni volta che un ragazzo parte per il viaggio, anche le madri partono , e raggiungono il bosco, dove passeranno l'eternità." Dan rimase basito da quelle parole, le mani tremarono e lasciarono cadere il bastone e il pugnale, guardò perterra e vide migliaia di oggetti distesi sull'erba, oggetti lasciati cadere da altrettanti ragazzi che avevano affrontato il viaggio, la tristezza ebbe il sopravvento, le lacrime che non riusciva a tenere caddero impetuose come cascate di rassegnazione:"Madre.....non mi abbandonare ! ho ancora tante cose da raccontarti e ho tanta voglia di abbracciarti!"
I corpi delle dame scomparvero, lasciando nell'aria un profumo di fragole e lamponi, Dan si accasciò fra quei miglioni di oggetti e si lasciò trasportare dal pianto e dalla tristezza, rassegnato ormai si addormentò.
Il profumo irresistibile di quelle prelibatezze cucinate da sua madre, torte di lamponi, dolcetti di fragole e un latte fresco e bianco.
Si aprirono dolcemente gli occhi di Dan, con aria stupita e ingenua guardò.....guardò la magnifica tavola imbandita di tutto quel ben di dio, saltò giù dal letto si avvicinò alla madre strofinandosi gli occhi con le mani, la fissò, e disse:" Grazie madre....grazie, sai madre, ho fatto un sogno......un brutto sogno" poi si voltò verso la porta di casa, corse fuori, respirò tutta l'aria che potè e urlo:" Grazieeeee!!!! ". Tornò in casa, ma sua madre non era in cucina, girò disperatamente per tutte le stanze, si fermò, e con la paura di conoscere la risposta si guardò le mani, un'anello padroneggiava sulla sua mano destra, luccicante e dall'aspetto prezzioso, si sedette su quel letto caldo, si tolse l'anello e lo guardò con intensità, il riflesso di un viso, una dama con un sorriso unico sembrava incastonato in quella lega:"Madre ?!.....addio madre", Dan baciò l'anello e come preso da una magia si addormento, sognò quel bosco incantato, sognò dame e fanciulle, sognò sua madre ,e con il cuore alla gola, sapeva che non avrebbe più rivisto.

venerdì 27 settembre 2002


FRA IL BUIO NEL BUIO

                                                  
Ho paura di addormentarmi, non voglio vederla, non voglio risentire le sue parole, non voglio nella vita reale, e nemmeno nei miei sogni. Sono ritornato a sognare dopo mesi di angosciante buio nel buio, come il ricordo di un film, riappare, bella e unica, scene che non vorrei più rivedere mi sbarrano la strada dei sogni, provare a sognare altro, qualcosa che non sia lei, impossibile, i sogni non si comandano.
Ogni sera, prima di addormentarmi, piango fra me e me, ma perchè, eccola mi appare, con tutte le mie preoccupazioni che mi sono portato dietro in questa mia debole vita, un'uomo, un nemico, delle sue amiche, gesti che mi fanno infuriare e piangere nello stesso tempo, era li sola, mi guardava, e io guardavo lei, abbassa lo sguardo e lo rialza con un sorriso unico, troppo bello per non innamorarsi, distendo le mani, cercando quello che in tutta la mia vita ho trovato solo in lei, sfioro i suoi capelli e i suoi occhi, ed ecco il momento, lei si scansa, io cado, alzo lo sguardo, e pietrificato rimango a guardare lei, il mio angelo, ma non è sola, non è sola.
Apro gli occhi ed eccomi scampato da quell'incubo ricorrente, ma una cosa è rimasta anche nella realtà, una cosa che forse, è la chiave tra sogni e realtà, una lacrima mi scende dal volto, ho vissuto veramente in quella realtà, perchè i sogni non possono morire, ne farei a meno.
Si avvicina il momento, ti incontrerò ancora mio angelo, ma sarò più forte fra il buio nel buio.

mercoledì 16 ottobre 2002


ASPETTANDO IL SEMPRE VERDE

Ho provato a nascondermi nei tuoi occhi, ho provato a trovare riparo nel tuo cuore, ho provato a
fare di me ciò che tu volevi, ho provato a essere quello che hai sempre cercato, non credo di
esserci riuscito, non credo che tu ci sia riuscita.
E questa solitudine ne è la prova, ti ho dimenticato, ho smesso d'amarti, ho smesso di
assillarmi, tu hai smesso di assillarmi, mi guardo attorno e vedo che non esisti solo te, non
esistono solo i tuoi occhi, non esistono solo le tue labbra.
M'innamoro ancora, m'innamoro di occhi sconosciuti, bellissimi occhi, che prima, non vedevo,
ignoravo accecato dalla tua presenza, lo trovavo giusto, ora non più.
Ho trovato calore, ho trovato amore e odio, ho trovato amici e nemici, ho trovato persone sole,
come me, disperate, da aiutare, ho trovato amici pronti ad aiutarmi, non esisti solo tu, egoista
, ora capisco quello che ero, quello che eri, ero un seme, cresciuto al tuo fianco, ci siamo
modellati e cullati, raggirati e schiavizzati, abbiamo piantato le radici, solide e robuste,
abbiamo compito il viaggio verso la pace, verso l'alto, siamo riusciti a creare una corteccia
protettiva contro l'odio e l'arroganza, contro l'ira e la lussuria, contro tutto quello che poteva
attaccare il nostro cuore, abbiamo generato rami diversi, per essere più indipendenti l'uno
dall'altro, ma erano rami che congiungevano allo stesso fulcro.
Siamo foglie fra mille foglie, annerite dal tempo ma forti e resistendi, gialle per il troppo amore,
che ora ci uccide, dallo stesso cuore nasciamo, ma tu hai la forza che io non ho, di
allontanarmi, mi stacco, morto, forse maturo, precipito, cado in basso, mi adagio al suolo e
vedo che sei una foglia fra mille foglie, difficile distinguerti.
Eccomi ancora quà, non sono morto, la mia vita non è finita, è solo rinata, alcune persone
non trovano la forza per ricominciare l'ascesa, pongono fine alla propia vita, io no, più forte e
più consapevole dei miei sbagli riprendo la mia vita e mischiandomi alla terra attendo, attendo
un'altro seme, sperando che sia quello che ho sempre sognato un sempre verde.


AMICIZIA

Steso sulla sabbia , dorata e fine, rimango incantato dalla bellezza e limpidezza di questa distesa d'acqua. Solo il rumore delle onde che battono dolcemente su questi scogli rompe il silenzio che, magicamente, mi rapiva. Stendo le gambe, i miei piedi sfiorano l'acqua e quel suo moto perpetuo che sembra volermi rapire; Mi alzo e mi specchio fra le onde, il mio viso appare e scompare, anche il sole si specchia su questo paradiso, complici in armonia, mi sento accettato, il mare mi culla e il sole mi scalda. Ma come fa una semplice persona come me a raggiungere la bellezza interna per dare, come loro, gioia e tranquillità? Sono sicuro che in noi esiste un sole per scaldare e un mare per cullare, questa complicità è l'amicizia.
domenica 6 ottobre 2002


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