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Spazio Libero
Francesca Amato nasce a Milano, il 30 gennaio del 1977. Circa tre anni dopo i genitori fanno ritorno in Sicilia. Cresce e studia fino alla terza media nel piccolo centro nebroideo di Santo Stefano di Camastra, dove apprende, sin da bambina, le tecniche di lavorazione della ceramica. Nel 1990 si iscrive al Liceo classico “Mandralisca” di Cefalù, dove, sotto la guida del Prof. Salvatore Termini scrive alcuni racconti e poesie. Fa parte per alcuni anni di un laboratorio di recitazione e della redazione di un piccolo giornale indipendente all’interno della scuola.
Partecipa attivamente alla vita politica del proprio paese, ricoprendo il ruolo di consigliere comunale. Nel 1995 si iscrive alla Facoltà di architettura di Palermo, dove apprende l’utilizzo di programmi di grafica e foto ritocco. Nel 2003 partecipa ad un Laboratorio di progettazione in Tunisia con la professoressa Adriana Sarro sulle città d’oasi, rimane molto colpita dal mondo tunisino, dai sapori e dai colori del deserto, tanto che il progetto realizzato, col collega Fabio Colajanni, nel corso della cooperazione con il comune di Nefta viene pubblicato ed esposto alla Biennale di Venezia. Nel 2003 frequenta il corso come volontario clown presso la V.I.P. Clown di Palermo, sotto la guida della Prof. Mirabella (clown Aureola) e l’arch. Zottino (clown Dolly). Svolge attività di volontariato come clown presso le aziende ospedaliere palermitane e le case di riposo.
Partecipa nel 2004 ad un Festival di artisti di strada come giocoliere a Napoli.
Nello stesso anno frequenta un corso di tamburello e tammorra presso l’ “Accademia di Musica C.Schumann” di Palermo con il M°Massimo Laguardia. Alla fine del corso continua a frequentare l’Accademia dedicandosi allo studio del canto e della teoria musicale, in maniera dilettantistica, con il M°Giuseppe Messina, collaborando inoltre con progetti grafici, gestione informatica, recenzioni di concerti e realizzazione del sito web.
Dopo aver conosciuto il cantautore e tamburellista siciliano Alfio Antico, decide di dedicarsi allo studio della musica e della letteratura popolare e compone alcune poesie e racconti in dialetto, che si appresta a pubblicare e un ‘opera teatrale inedita, “Figghia cangiata”.
Ha realizzato diversi siti e blog, tutt’ora on line, imparando il linguaggio html da autodidatta.
Collabora da circa due anni con il sito di divulgazione www.sussidiario.it , per cui ha scritto articoli su vari argomenti, dalla denuncia sociale alla musica.
VI GUARDO
Vi guardo….
vi guardo da una vita,
col cuore basso,
con questi occhi strabici…
vi guardo passare
e voi non mi vedete,
immersa in un’orzata di dolore.
Baci, abbracci, sorrisi, corpi si muovono sul mio,
e rimango lì, immobile ferita,
animale catturato e posseduto.
Affacciata alla finestra dei pensieri,
osservo scarafaggi passare,
attratta e impaurita…
dove sarai, tu, adesso, grande amore?
Tu, che come un acrobata, hai volteggiato sui fili del mio sesso,
ti rivedrò domani,
vestito di bianco, con un ricordo appollaiato su una spalla,
sudato e stanco,
perso nelle tue solitudini,
mentre con un occhio vedrò il tuo cuore
e con l’altro capirò la tua anima…
QUATTRO PASSI NEL PASSATO…
Ad est di Orione si alza il mio canto,
i rimpianti nel vento mi vengono a cercare,
orme dimenticate nel mio ventre,
per chi mi ha posseduta con selvaggia crudeltà.
Uomo del passato, vecchio mio,
dove cercheremo i nostri giorni arruffati,
a chi racconterai del tuo dolore?
Sul mio seno stendi il velo dei tuoi pensieri stanchi,
andremo a cercare nuove solitudini,
con altre notti scalderai il mio cuore.
Mi addormento contandoti le rughe,
profonde, meravigliose,
come vecchie strade che portano alla memoria..
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