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Vetrina degli Autori
Il poeta Giuseppe Martorino ha svolto intensa attività letteraria, pittorica e musicale ed ha partecipato a molti concorsi figurativi e recitals poetici, ricevendo premi e consensi di critica.
È professore ed accademico "Ad Honorem" del "Centro Cultural, Literário e Artistico di Felgueiras" (Portogallo), Membro dell'Accademia di Studi Poetici e Letterari di Rometta (ME) e collabora a vari giornali sul piano poetico e critico fra i quali, in Germania, il prestigioso Mulino Letterario.
Un suo quadro, dal titolo Il Concerto, figura nella Pinacoteca di Bagheria (1976).
Egli è incluso in molte antologie italiane ed estere, nel Censimento di Poeti Contemporanei (edizione Ursini,1980), nel volume Famiglie Nobili d’Italia e d’Europa (Ed. Thule, 1981); ha ricevuto il trofeo Euroscar internazionale (Roma, 1982) e fa parte dell’Annuario di Spettacolo come poeta e compositore (Ed. Publiart, S. Salvo Marina, 1983-1984/ 1985-1986 ); ha avuto in premio una litografia ed una miniatura del pittore Biagio Fichera nel Concorso di Poesia Monteverdi (Roma, 1984); ha ricevuto un Diploma di Benemerenza Culturale ed Artistica dell'Assessorato alla P.I. e Beni Culturali di Bagheria per il suo Poema "Inno all'Europa", presentato anche in televisione e nel Salone degli Specchi di Villa Palagonia, durante la Giornata Europea, con sua recita, coreografia ed interpretazione musicale (Bagheria, 1985); ha vinto il primo premio per la composizione della canzone L'Angelo e la segnalazione d'onore per il brano Ave Maria nel Premio Nazionale Poetico e Musicale "Padre Pio da Pietralcina" (1987).
Gli è stato conferito, "Honoris Causa," il titolo di "Cavaliere dell’Arte, della Cultura e dello Sport” da parte dell’Accademia del Fiorino ed una medaglia d'oro (Prato, 1988); è incluso nel dizionario letterario Successo (Ed. Seledizioni, 1988) e nel volume Censimento dei Poeti Contemporanei (Ed. Ursini, 1990); ha ricevuto il secondo premio e due opere in vetro, in un concorso di poesia, con la lirica Il Sogno di Orfeo (Ficarazzi, 2006); ha vinto il secondo premio di narrativa e la targa d'argento artemare.jpg con il racconto Lezione di Nuoto nel concorso Premio Nazionale Artemare 2007 di Riposto (Catania); ha ricevuto Diploma con Segnalazione di Merito per la Poesia dall'Accademia Italo-Australiana ALIAS (2009) ed un Diploma di Merito con targa d'argento.jpg dall'Accademia Universale "Giosuè Carducci" di Napoli (2010).
Ha pubblicato Il Gioiello (poesie. Ed. Tinè, 1964), Solitudine (racconti. Ed. Eleuteria, 1965), Il Diario (autobiografia. Ed. Eleuteria. Palermo, 1966), Il Mariolo (poesie. Ed. Eleuteria, 1967), Il Canto del Cigno (poesie. Ed. Eleuteria, 1970), Il Figliol Prodigo (teatro. Palermo Ed. Palma, 1971), Arianna (poesie. Ed. Thule. Palermo, 1976), Romanze (musica. Ed. Thule, 1976), La Campana (poema. Ed. Thule.1980), La Radura (teatro. Ed. Eleuteria, 1980), Inno all'Europa (poema. Ed. Eliphon. Palermo, 1984), Romanze d'Amore e Canti Siculi (Composizioni musicali premiate dall'Accademia A. Mozart. Ed. Elyphon, 1984-1988), Poesie e Canzoni (incise su dischi, CD ed audiocassette. Ed. Eliphon, 1989), Il Mare (Ed. Eliphon, 1988), Poesia e Scuola (poesie. Ed. Eleuteria, 1989), Poesia e Mafia (poesie. Ed. Eleuteria, 1989), Paladini e Mafiosi (teatro. Ed. Eleuteria, 1989), Sinfonia d'Amore (racconto. Ed. Seledizioni. Bologna, 1989), Sinfonia Nostalgica (racconto. Ed. Silver Press. Genova, 1990), Carnevale a Bagheria (poesie. Ed. Eleuteria, 1991), Mater Sicilia (poema. Ed. Eleuteria, 1991), Gli Amanti (romanzo. Ed. Eleuteria, 1992), Orfeo (poesie. Ed. Eleuteria, 1992), Rosa Mystica (poema. Ed. Eleuteria, 1992), Il Viaggio (poesie. Ed. Eleuteria, 1993), Umbria Mitica (poesie. Ed. Eleuteria, 1994), Sogno Gitano (poesie, spartito e disegno. Ed. Eleuteria, 1995), Un Giorno a Bagheria (poesie. Ed. Eleuteria, 1998), Il Santuario (romanzo. Ed. Eleuteria, 1999), L'Assenza (romanzo. Ed. Eleuteria, 2000), La Vacanza (romanzo. Ed. Eleuteria, 2000), Il Castigo (romanzo. Ed. Eleuteria, 2003), Il Silenzio (romanzo. Ed. Eleuteria, 2004), Requiem (romanzo. Genova, Ed. Golden Press, 2008), La Trappola (romanzo. Ed. Golden Press, 2010).
E-mail: martorino@neomedia.it
Sito internet: http://web.neomedia.it/martorino
ORFEO
Usciamo, bella, da questo palazzo
(ancora di fantasmi forse è pieno),
usciamo, gioia mia, anche se pazzo
sembra l'invito al cuore tuo sereno!
Andiamo per le antiche vie moresche
di Palermo, la mano sulla mano,
beviamo l'acqua di fontane fresche,
anche se questo idillio appare vano.
Vorrei portarti, bene mio diletto,
sotto le verdi palme del giardino,
donarti i miei rimpianti, baci e versi!
Vorrei baciarti l'anima nel petto
suonando, con passione, il mio violino,
ma sono i canti miei qui sogni persi.
ORPHEUS
Let us go out, beautiful, from this palace
(still of ghostes perhaps is full),
let us go out, my joy, even if crazy
seems the invitation to the heart your calm!
Let us go for the ancient Moorish streets
in Palermo, the hand on the hand,
let us drink the water of fresh fountains,
even if this idyll seemes vain.
I should like to bring you, well my beloved,
under the green palms of the garden,
to give you my regrets, kisses and verses.
I should like to kiss the soul to you in the brest
playng, with passion, my violon,
but my songs are here lost dreams.
ORPHÉE
Sortons, ma belle, de ce palais
(encore de fantôme peut-être est plein),
sortons, ma joie, même si fou paraît
l'invitation à ton coeur serein.
Allons pour les anciens rues maures
de Palerme, la main sur la main,
buvons l'eau de fontaines fraîches,
même ci ce paraît idylle vain.
Je voudrais t'emporter, mon bien-aimée,
sous les paumes verts du jardin,
je voudrais donner à toi mes regrets, baisers et vers.
Je voudrais embrasser ton âme dans ton sein
en juant, avec passion, mon violon,
mais ils sont ici mes chansons rêves perdues.
IL SORRISO
Angelo sembri, amica, nel sorriso
dolce che l'alba sui monti rivela:
il cuore tuo, riflesso nel tuo viso,
colomba è in volo che le stelle anela.
Grazia di giglio appare seducente
nel corpo snello, qui roseto in fiore:
sogno e carezza, ostia è nella mente,
pioggia di sangue del mistico amore.
Sveglia ricordi morti nel giardino
la tua letizia, vigna di dolcezza,
fuoco è all'incenso e fede consumante.
Musica ferve in te, soffio divino!
Estasi dona il riso e mite brezza
di primavera al mondo noncurante.
LUNA DI MIELE
Il cielo aperto sopra la sua testa
vede lo sposo, quando sull'altare
bacia la sposa, col suo cuore in festa,
sognando sulla nave eterno il mare.
Luna di miele appare sul balcone
quando l'amica, senza il sacro velo,
qui nudo il vero mostra e tentazione
sembra il sorriso dolce sotto il melo.
- Bella sei, sposa mia, bene diletto!
Brillanti sono le dolci pupille?
Dammi le tue ciliegie nel giardino. -
- Bello sei, sposo mio! Vieni, ti aspetto. -
Fiori di arancio e stelle sogna a mille
qui il vate che ricorda il suo cammino.
SOGNO D'AMORE
Che sogno bello di un felice amore
donasti al vate, o bella mia cordiale!
D'arte parlando e di un vago dolore,
stregasti il cuore suo sentimentale.
Che dolce grazia avevi, noncurante,
nell'accettare baci e rossi accenti!
Carezze lievi del maturo amante
lieta accoglievi, muschio e sentimenti.
Che desiderio aveva di abbracciarti,
anche se già visione a lui sembravi!
Sentiva che saresti poi svanita.
Che ardente brama aveva di baciarti!
Del sogni suo ridevi o già l'amavi?
Assurdo è amore, ma dona la vita.
DREAM OF LOVE
What beautiful dream of a happy love
you gave to the poet, my beauty cordial!
Of art speaking and of a vague pain,
you fascinated her sentimental heart.
What sweet grace you had, careless,
in the to accept kisses and red accents!
Light caresses of the mature lover
cheerful you welcomed, moss and feelings.
What desire he had of to embrace you,
even if already vision you to him seemed!
He felt that you would have faded away then.
What ardent greed he had of to kiss you!
Were you laughing at is dream or were you in love?
Absurd is love, but it gives the live.
RÊVE D'AMOUR
Quel beau rêve d'un heureux amour
tu a donné au poète, ma belle cordial!
En parlant d'art et d'une vague douler,
tu a enchanté son coeur sentimental.
Quel douce grâce tu avais, nonchalante,
dans l'accepter baisers et rouges accents!
Caresses légers d'un mûr amant
gaie as tu accueillais, mousse et sentiments.
Quel désir il avait de t'embrasser,
même si dejà à lui vision tu paraissais!
Il sentait que tu seras après évanouie
Quel brûlant envie il avait de te baiser!
De son rêve tu riais ou est-ce que tu l'aimais?
Absurde est l'amour, mais il donne la vie.
L’ARTISTA
L’artista vuole il mondo poetizzare,
questa fuggente vita, misteriosa,
ma oscura sorte gode a spoetizzare
chi sogna il bello, donna rovinosa.
Ah!
Da quanti evi la battaglia dura?
La sorte infame, col suo contrappunto,
ricorda al vecchio accenti di sventura,
lo scacco matto e del cavallo un punto.
Ah!
Testardo muove la torre il poeta
e contro sorte avversa va lottando,
fiori cercando nei cuori e poesia.
Ah!
Felicità nel cielo ha qui per meta?
Obliando il fango, stelle va cantando,
ma sorte lo deride: “Che follia!”.
GUERRA E SOGNI
Rivede il vate la bella cugina,
quando ritorna da terre lontane:
qui la ricorda, giovane e carina,
ricca di sogni e di rivolte vane.
Sopra il terrazzo in fiore una lettrice
mirava il bimbo, rosa nell'ebbrezza:
gaia appariva, strana e sognatrice,
mentre finiva la guerra in bellezza.
Tempo di gioia dopo la tragedia
(ancora in giro ci sono rovine).
giorni di festa, di balli e d'amore.
Che gelosia celava la commedia?
Volano i sogni, giostra senza fine,
ma poi ricorda i baci il sognatore.
IL VIOLINISTA
L'attimo rendi allegro con il violino,
l'ansia vincendo il giorno del concerto;
torero sembri, in lotta con il destino,
bravo a scansare e con la spada esperto.
Che pensi, prima di affrontare il toro?
Speri che non ti inganni la memoria.
Che senti dopo, quando applaude il coro?
Ricordi la corrida: morte e gloria!
Forse l'andante grigio della vita
il cuore spinge a scale di solista?
Croce di sangue e sogno celestiale!
Passa, o gitano, il tempo della gita,
ma resta il canto, il soffio dell'artista
che obliare fa le pene del mortale.
GIUDITTA
Era superbo Oloferne a cavallo,
soldato assiro con furia crudele,
ma fu incantato da Giuditta al ballo,
preso da rosse labbra e falso miele.
Era Giuditta vedova assai bella,
ornata del diadema, profumata,
dal coro amata e dalla cara ancella,
fiore di quella terra minacciata.
Furioso amore nacque nel guerriero
per la straniera, sole di bellezza,
ma ricambiato con estasi e orrore.
Il dolce canto inebriò l'uomo fiero
e il collo suo tagliò, dopo l'ebbrezza,
la scimitarra santa del Signore.
L'ATTORE
Morto sei tante volte recitando,
caro Vittorio, da lirico istrione,
pena e timore nel coro svegliando
per la caduta del Re o del buffone.
Superbo!
Sapevi già, cadendo, che fingevi
tragica morte con dolente posa;
dopo la farsa, lodi ricevevi,
incenso per la finta favolosa.
Enfatico!
Ricordo qui l'incontro a Bagheria:
sembravi un mostro col viso truccato,
mentre il poema in dono conservavi.
Piagato!
Mattatore qui fosti con ironia.
Pagliaccio obliato o vecchio desolato?
Morto davvero sei, non recitavi.
IL PITTORE
Pensava Lisa mentre sorrideva:
l'attimo della gioia qui non dura.
Il dolce riso che a Leo piaceva
è spento quasi e in posa è forzatura.
Pensava nel dipingere il pittore:
è vita il sole, sogno e poesia;
dentro la fossa mia vorrei, Signore,
un solo raggio, amore e nostalgia!
Pensava Lisa mentre là posava:
tedio sarebbe, se l'attimo bello
sempre durasse, come nel dipinto.
Pensava il genio a chi già sbadigliava:
l'attimo vola come al nido uccello
e gode l'occhio dopo il riso finto.
SALOME'
Le dolci note nel ritmo danzante
hanno di sera baci di armonia;
il ritornello, già vino ubriacante,
incasto amore vela di magia.
Il flauto!
Dell'odalisca il nudo favoloso
traspare, sotto i veli, nella danza;
un sogno, rosa e bruno, assai curioso
l'occhio di Erode rende nella stanza.
La cetra!
Sfiorita madre di brillanti ornata
muschiosa danza nell'incenso ammira,
la mozza testa del santo bramando.
Il tamburo!
Serpente danza o Eva qui rinata?
Selvaggia salta e languida si gira,
con la promessa il vecchio affascinando.
THE ARTIST
The artist wants to poetize the world,
this fleeting life, mysterious,
but dark fortune enjoys to disenchant
he who dreams the beauty, ruinous woman.
Ah!
For how many ages does the battle last?
The infamous fortune, with its counterpoint,
remembers to the old accents of bad luck,
the chekmate and of the horse a point.
Ah!
Stubborn, the poet moves the tower
and against adverse fortune is fighting,
looking for flowers in the heart and poetry.
Ah!
Happiness in the sky has for destination here?
Forgetting the mud, stars goes singing,
but fortune derides him: "What a folly!".
LA RUOTA
Shiva danzante nella ruota immensa,
dentro il suo tempio, il santo pregava:
il Dio che morte e pene qui dispensa,
nel ciclo della vita, scongiurava:
"Non farmi dentro la gabbia tornare,
o grande Shiva, rompi al karma il velo!
Già dentro il Gange mi hai visto lavare:
nirvana dammi e incenso avrai nel cielo".
Cristo implorava, accanto, il francescano:
"Tornare fammi qui, nel tuo giardino,
dopo la morte, mia dolce sorella!
Cristo, nel cuore canta il sogno umano:
amore in questo mondo, ostia e vino.
Fammi tornare nella casa bella! ".
IL BACIO
Giglio tu sembri nel dolce sorriso
che rende il tuo sguardo seducente;
Eva ricordi, nuda in paradiso,
dal pomo attratta, dono del Serpente.
Non dà timore il bacio tuo aperto
che Adamo incanta col gesto sincero;
dal cuore nasce il canto nel concerto,
sì bello e puro che non sembra vero.
L'anima tua dal corpo traspare
e fiume sembra il sogno giovanile,
senza l'angoscia del nero destino.
Il fuoco tuo, dolce nel vibrare,
sembra al poeta, a sera nel pontile,
corda vibrante del suo violino.
IL MALIGNO
Livida invidia qui l'anima rode
della meschina gente, senza amore,
perché il Maligno dentro loro gode
vedendo qui il nemico nel dolore.
L'invidia sua è il male più schifoso
viscido nella falsa gentilezza;
qui l'invidioso striscia velenoso,
come un serpente, odiando la bellezza.
Sempre il Maligno è astuto nel tentare
Eva col pomo e Cristo nel deserto,
lieto se vede il sole qui morire.
È l'invidioso bravo a calunniare
anche Maria e nel ferire esperto
ma Cristo è buono, tace e lascia dire.
LA MUSA
Ti farò posare sopra un fiore
la chiara fronte, stanca di ricordi;
quando verrà l'estate, con furore,
ti darò la mela rossa. Dai, mordi!
Ti farò posare sopra il petto
la stanca fronte, fra le viole pura;
il seno a te, deluso, con diletto
darò e nei versi la gioia matura.
Poeta, aspetta: già muore l'inverno.
Dalla città nella spiaggia, cantando,
noi voleremo al sole come un giorno.
Suona qui il flauto, fra sogno e scherno.
Ah, il prato con le rose! Qui, ballando,
carezze e baci avrai quando ritorno.
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