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Spazio Libero
Mauro Montacchiesi è nato a Roma nel 1956. E' accademico, poeta, scrittore, saggista, recensionista e membro di giuria.
Tra i numerosissimi riconoscimenti e premi ricevuti, ricordiamo:
E' presente su numerosissime pagine-web-Internet, nazionali ed internazionali.
www.cartaepenna.it/autori/montacchiesi.html
... MI ILLUSI DI TROVARE TE
Resterò a guardarti.
E planerò, lentamente, con ali di zucchero,
sulle diafane gote del tuo dolce bel viso.
Le sfiorerò, con leggiadria, con blando tepore.
Resterò a guardarti, resterò muto.
Anelo trovare ristoro dentro di te,
percepire di nuovo, più forte,
il respiro della tua anima,
ch'al giorno ancor non s'è desta.
UNO ZEFIRO SOAVE
I giorni si susseguirono,
noncuranti di soste.
Del tuo dolce bel viso,
esaltarono soltanto l'oblio.
Uno zèfiro soave,
mi lusingò con aspre illusioni.
Maggio era nel suo splendore.
Tra le gemme delle sue rose,
mi illusi di trovare te.
NON FERMARTI
Non fermarti,
diventa Regina del tempo.
Scrivi un romanzo,
con lingue fiammanti che incendiano il cuore.
Sarò difensor delle tenebre
…delle tue fantasie, che laggiù dimorano.
Con le mie dita,
gentilmente toccherò le tue labbra
…con un'infinità di sguardi, respirerò la tua pelle.
A LAURA
D'aulenti rose Regina Gentil Madonna Laura
in quel magico alone in quella mistica aura
lì nella chiesa assisa di S.Chiara d'Avignone
fatal colsi di Voi prima più sublime visione.
Al timido primo mirar foste Voi la mia Musa
l'anima mia ne rimase costì turbata confusa.
E Vi amai ah quanto Vi amai per tutta la vita
ma consorte a De Sade ne sanguinò la ferita.
Dello Stilnovo dal piedistallo scendeste (*)
e Vi toglieste donna vera financo la veste.
Dal piedistallo scendeste tra l'erbe ed i fiori
a consumar non più astratti ma solidi amori.
Armoniosa e nuda Vi tuffaste Voi nella Sorga
l'acqua chiara fresca e dolce ancora lì sgorga.
La mia pura rimase contemplazione amorosa
crudele e frustrante fu ogni attesa angosciosa.
Il mio pianto non fu che un'amara dolcezza
solo d'inchiostro alcuna potei farVi carezza.
I miei furono i versi di struggente lamento
della stanca mia vita nell'oscuro sgomento.
Seppi pur esser amante o delirante o sereno
per la Vostra freddezza non amarVi di meno.
Il desiderio della morte mi colse in visione
"chiare fresche e dolci acque": l'ossessione.
All'improvviso appariste Voi fantasiosa serena
tra fiori a nembo cadenti e dell'acqua una vena.
"E chiesi udienza alle dolenti mie note estreme"
dicendoVi: udite questo cuor mio come freme?
Ma quanto foste Voi vana nella Vostra bellezza
vagheggiarVi solo inaspriva la Vostra alterezza.
Indifferente "non curaste già mai rime né versi"
e per questo nello sconforto profondo mi persi.
Nella Vostra vita Madonna Laura era disegno
ci fu quell'obbligo Vostro di me render degno
con lauro di esser poeta sulla terra acclamato
e disperato amante accolto nel paradiso beato.
Non udiste mai quelle suppliche mie disperate
per Voi lasciai financo le vesti di classico vate(**).
Per bontà d'animo dicon che non mi cedeste
ma tante stilettate Voi al cuor invece mi deste.
Da tempo "del bel viso dagli angeli aspettato"
nelle liriche del doloroso amor avevo cantato.
E solo dopo la Vostra morte dolce mia amata
vedo la Vostra perfezion dal corpo affrancata.
In cielo quando Voi foste Vi sentii tutta mia
e d'ogni pericolo salva la Vostra anima pia.
Niente più si poté mescolare al mio amore
tentazioni gelosie o di ogni peccato l'orrore.
Le liriche le più appassionate in Vostra morte
cantai all'aprirsi per Voi del paradiso le porte.
Or più non Vi temetti e fui tranquillo e sicuro
del possesso Vostro spirituale e aulico e puro.
E potei financo far a Voi dal ciel confessare
ch'in vita mi deste il Vostro corpo da amare.
Ah quanto mi lamentai delle Vostre crudeltà
che pareggiaron le gioie per la Vostra beltà.
Or Vi costrinsi a dir che Voi tanto mi amaste
ma fingendo l'onor mio ed il Vostro salvaste.
In vita con me Voi usaste la ruvida asprezza
ma il cuor Vostro anelava una calda carezza.
In morte foste Voi ancor più di me innamorata
dell'anima mia avevo la pace finalmente salvata.
Ma la martire allora foste Voi secondo la Storia
Madonna Laura Omaggio Alla Vostra Memoria.
(*) Ovviamente chi scende dal piedistallo è la Donna Stilnovista,
per una nuova concezione poetica del Petrarca,
che darà vita, appunto, ad una nuova concezione della donna: Laura!
-
(**) Con Dante si è realizzato il tipo del poeta-vate e del poeta-giustiziere.
Per il Petrarca è accantonato il vate, come pure il giustiziere, il poeta pedagogo, catechista,
che si mischia a lenoni, mestatori, e accozzaglia del genere. Il nuovo poeta è solitario e cogitabondo
e i più deserti campi va misurando a passi tardi e lenti.(da enciclopedie varie)
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