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Spazio Libero
Nato a Torino nel 1972 dove vive e lavora, ha da anni l'hobby della fotografia e della poesia.
Ha ultimato da poco un sito Internet dove espone le sue opere fotografiche ed alcune sue poesie all'indirizzo http://members.tripod.it/circuitofotoamatori
Ha ricevuto diversi premi in campo fotografico. Ritiene la poesia la naturale consecuzione della fotografia.
L'OSCURO CAMMINO
L'oscuro cammino ha inizio
a piedi nudi
sopra una fredda lama tagliente
di rasoio, poi prosegue in bilico sempre:
da una parte il corpo
scritto con il suo destino
ineluttabile,
dall'altra l'anima
che disperata cerca
rifugio sicuro altrove (quando riesce).
Si prosegue quindi per un tratto
indecifrabilmente corto
o lungo, secondo i casi
fino a quando, improvviso,
il corpo cede
ritornando a casa
e l'anima si ritrova sola
ad aspettare di sapere
se sarà finalmente luce
eterna
sospesa nel pensiero di Dio,
oppure eterna tenebra.
LO SPECCHIO DELLE MIE BRAME
Le acque placide del lago scivolano
nella mente dove lente s'infrangono
onde che diventano flusso e riflusso continuo
spezzate da una linea immaginaria;
mentre sotto, i monti, come in uno specchio
si riflettono
in questo reame e s'interrogano, afflitti,
delle loro brame.
Nella vanità che li ha raggiunti
anche lassù dove sotto forma di vento
solo Dio dovrebbe salire
a vorticare libero
negli anfratti sperduti,
fra orme di nuvole di passaggio
sulle aride guglie a strapiombo
che sfiorano silenziose distese di neve.
Svetta sicura la cima
dove la nuda roccia veste
con un sottile drappo di cielo
e dove il cielo a volte siede
dopo un temporale, quand'è più stanco,
adoperata come fosse trono.
SOPRA UN'ISOLA NEL MEDITERRANEO
Nel primo pomeriggio
di nuvole sull'orizzonte basso
(linea di confine tra i mondi)
nella quiete della brezza
dove il silenzio
sospeso nelle vie intorno spezza
l'impercettibile fruscio degli spiriti
nascosti all'ombra delle antiche colonne
sposate da chissà quanto
ad un glicine in fiore.
Le barche ondeggiano stancamente
laggiù nel porto, e aspettano,
come fanno le piante sui balconi
che si aggrappano caparbie ad ogni asperità
per salire sempre più in alto: lì,
dove si osserva meglio
l'intera baia e con lo sguardo entrare
senza bussare nelle case dei pescatori
appollaiate una sull'altra,
arroccate fin dove la roccia tiene
e l'erba cresce spensierata
sull'acciottolato che sale ad esse,
piegandosi ogni volta
a qualche refolo di vento, inavvertibile,
finché non raggiunge anche
le fronde di quest'albero
dove resto appoggiato.
Nella sua linfa che scorre
piano, dalla terra al cielo,
ascolto il racconto dei secoli trascorsi
da muto testimone del tempo,
e ci rendiamo conto entrambi
infine
di essere solo due pensieri persi
sopra un'isola circondata dal mare.
SOLO A SPASSO NEL VENTO
Il tempo trascorre serafico
in compagnia delle nuvole
che non si curano di noi
e proseguono nella loro corsa
come spensierati riflessi che svaniscono.
In silenzio.
Dentro di me sento gli occhi
che si sono rivolti al cielo
innumerevoli volte nei tempi;
basterebbe semplicemente capire
che a nulla vale tutto il mondo
vissuto in una vita
se non siamo capaci di fermarci
ad osservare una sola volta
il battito del cuore di un'ape.
Ancora in silenzio.
Ma le mie stagioni sono respiri
ed ogni giorno un breve passo
in punta di piedi.
Scruto nei volti l'età delle anime
per capire quanto abbiano appreso
così che in molti casi ritornano
le immagini di queste nuvole
semplicemente libere di essere portate
solo a spasso nel vento.
LA BURRASCA
La burrasca mi è sorella
e navigo,
portato via in queste acque
oceano avverso
e nelle vele gonfie
il Dio dei venti s'inebria.
Stanco cerco terra
Ma so per certo
che nessuna terra m'accoglierà mai
in questa notte oscura
dov'io mi sento esule.
PASSEGGIANDO SULLE RIVE DEL MARE
Ogni lacrima è una carezza triste
che scivola via piano
verso immense distese di silenzio;
goccia amara che s'unisce
ad altra goccia sorella
per poi divenire rivolo, torrente,
onda che cresce
fiume impetuoso che avanza
trascina, devasta, travolge,
e che in mare poi infine riversa
solitudine ancora.
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