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Spazio Libero
VECCHIO ORTO
Riquadri di terra rinsecchita,
che ancora profuma
e ricorda le mani che l'accudivano.
Ortiche e ardesia spezzata,
un secchio vecchio di ruggine.
Solo questo è rimasto
e tanto basta al mio cuore.
INVERNO
Il silenzio della neve
libera i pensieri del cuore.
Un infinito di pace,
immobile… ascolta.
VERSO L'INFINITO
(tornerò alla fonte)
Un giorno tornerò alla fonte.
Non sarà doloroso, perché avrò sete.
Sarò terra
e vento e pioggia,
sarò una stella lontana
e l'ultimo uomo dimenticato.
Sarò sottile
e grande e leggero,
sarò l'abbraccio tenero
della vita.
Conoscerò tutte le cose del mondo
ed in loro sarò vivo.
Donate al mare le mie ceneri,
non c'è bisogno che rimanga nulla.
Sorridete all'alba di ogni giorno,
e non fate altro.
Ascoltate il canto delle onde:
io sarò là.
FLUIDITA'
(il mio vento)
Il mio vento soffia dalle montagne.
Mi porterà attraverso mille valli in fiore,
verso l'oceano e oltre.
Mi lascerò portare verso
terre sconosciute.
Mi lascerò accarezzare
fino alla fine del viaggio,
finché raggiungeremo il sole.
PENSIERI SOMMESSI
(antica storia raccontata intorno al fuoco)
In tutte le cose vi è un poco dello spirito della Vita.
In esse esiste un profondo Silenzio più forte di ogni strepitio, di ogni lamento, di ogni schiocco.
Esse cantano incessantemente il Silenzio. Attraverso il Silenzio esse raccontano la storia della creazione e del faticoso cammino dell'Uomo e del suo focolare.
Un tempo, l'Uomo sapeva ascoltare e dal Silenzio gli veniva la Conoscenza e la percezione dell'Unità.
Egli cantava e sacrificava al grande Silenzio. Così l'Uomo aveva occhi per vedere, orecchie per ascoltare e gambe per camminare, mani per creare e per ringraziare.
Il Sole lo nutriva e la Pioggia lo purificava. Egli fluiva morbidamente insieme alla linfa della vita e all'acqua del torrente, il suo cuore palpitava al ritmo frenetico del vento, e la sua voce cantava la gioia che scorgeva negli occhi di ogni creatura.
Ora, l'Uomo non conosce più le Leggi. Egli ha dimenticato ed ha smesso di ringraziare. La Conoscenza che gli è stata donata dal Padre Cielo e dalla Madre Terra è svanita nel tempo.
La Verità è stata soffocata dall'inganno di un nuovo sapere, che non ha risposte, ma solo domande incomprensibili e misteri insolubili.
Ora, il cammino della conoscenza è aspro ed avaro, ed a ogni conquista corrisponde la certezza della nostra inettitudine. Per ogni cosa che scorgiamo, vi è qualcosa che ci sfugge. Per quanto alta possa essere la vetta che raggiungiamo, essa è sempre una nullità nei confronti dell'altezza e dell'immensità del Cielo.
L'albero maestoso si scaglia contro il cielo. Erge la sua possente mole in faccia al sole. Ma dall'altra parte, le sue radici si snodano a testa in giù, controfigure bitorzolute delle chiare fronde e del robusto fusto. Il primo si scuote vanitoso all'aria, le altre s'annidano nella terra umida e buia.
Ma entrambe, sebbene così diverse all'apparenza, sono la stessa cosa.
L'albero non è più bello delle sue radici, né più utile, né più solido. Potrebbe l'albero nascere e crescere rigoglioso, senza radici ? E queste, potrebbero esistere se non si fossero formate da un seme gettato da altre fronde ?
Così è per ogni cosa in questo mondo.
Tutte le cose sono una cosa sola ed ognuna ha il suo opposto, la sua immagine rovesciata, la sua ombra: solo così ogni cosa può esistere veramente.
Solo così tutto si completa nel Tutto.
A questo l'Uomo deve tornare per ricominciare a ricordare.
Egli deve comprendere che qualsiasi cosa sia, e qualsiasi cosa possa fare o diventare, dall'altra parte, troverà ad aspettarlo soltanto la sua ombra.
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