POESIA


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Poesie di Tommaso Piemontese

Spazio Libero


NEI GIORNI DI LUCE DIFFUSA

È un lampo che vaga nelle vene,
il tuo sorriso - ed affolla l'anima -
come, nel porto, vele spiegate
in giorni di luce diffusa.

Sento profumi aprire occhi
nel letto di capelli, fioriti
a sorpresa sulla sabbia
indorata del mare a primavera.

Di notte, s'alzano unguenti
dolci, spalmati su braccia,
ritrose alle veglie d'amore.
L'alba bacia sogni, desti

alla fonte lustra di mani
in ascolto di voci, espanse
in nicchie spaurite di labbra
- salse - di madreperla.

Nessun vuoto ovatta fossati
di spine di rose, sagome intrecciate
a gorghi insidiosi su battigie
di menzogne. Così ritorna

- col disincanto - a spalancare,
ribelle, bocche balbettanti
sul ciglio della memoria,
e a imbersi di pioggia di parole

nostre, con mani sorprese
su prati fioriti.
Il sole richiama alla mente
arcobaleni di baci, aperti

a battesimo tra conche
commosse, invase di rose
a pettine distese.
Abissi risuonano d'echi improvvisi,

compagni opulenti di soffici giacigli.
Non so come calici d'argento trasognino
eterei nell'aria leggera, macchia inattesa
di cielo infusa in occhi felici.

Sorgenti slavate raccontano
di misteri piovuti da sentieri
di nubi ancestrali.

Riecheggiano lontano soffi di silenzi,
visitati aurei in grotte di patita allegrezza.
Ancora è tempo di slargare sorrisi
consueti a pensieri che a cerchio vorticano

in cuori allertati ad armonia d'intenti.
Invernando, si scala a ritroso
il viaggio d'andata alla casa d'origine,
e lento il passo appare ad occhi amici

che pressano silenti nei varchi del cuore.
Al limite si ridesta silenziosa la sera
e con intrecci di refoli sonanti
accoglie destini di coppie in gloria.

Verrà poi il bisbiglio del mare
a coprire di nuvole rosate
in mostra sui banchi del sole
nell'aria tersa con voli improvvisi.

L'imminenza d'incontri aggomitola
corone di speranze al grido
ansimato di cuori già spenti.
M'avvedo - tra brividi - di spente finestre

evase agli occhi fluttuanti su cieli turchini.
La forza del vivere viene dai germogli
del cuore, quando l'anima inciampa
in tremiti infiniti all'alzarsi del giorno.

Si spegne pacata la voce del canto tuo,
miraggio inseguito nell'alveo d'acque
azzurrine, e riappare alta la poesia
in emozioni scavate - ardendo -

nei veli della notte.
Traspare ancora tra i meandri del vento
l'angoscia improvvisa di ferite
a lungo incrociate a strepiti

languidi d'uccelli, e a volte mi porta
lontano a sospirare presenze
il vapore di sguardi accorati,
nella luce di cristallo di giorni estivi.

Nebbia brillante ingoia paesaggi
e dà voce a silenzi d'elezione
quando l'anima si torce al gracidio
caldo del camino.

Ho perduto passaggi tra pietre
affilate al vivere sensato
di là dal mistero del tormento.
È la poesia il balsamo del canto

sazio di parole e perdoni.
Non parla al poeta con lingua di cetra
il soffio lieve del cuore giovane
e speranze lucidano prigioni

di vita assente pavida di pensieri
e fasciata di parole.
È da tempo che voci languide
crosciano vaghe nel fondo di laghi

in bonaccia e il ritmo di respiri
in affanno sale a tempo sul muro
caldo del riposo notturno.
M'accarezza il sussurro di parole private

e il gelo del groppo si dissecca rapido
al bacio animoso di labbra d'avorio
- desidero cercare con le tue mani
l'amore abbandonato nella veglia

di gabbiani tenuti dal vento
in sospensione a pro del viaggio nostro.
È ormai andato l'orgoglio del mare
a fermare passaggi distesi nell'ombra

di grotte ancestrali - calici di sole
svuotano pensieri nel mistero dell'alba
che s'imbeve a volte di voci colorate
di bimbi cresciuti in strade senza dolori

Besozzo, 2009



NEL TEMPO INQUIETO

Ho veduto in alto
sfiorire pensieri,
nel tempo inquieto
della ragione.
In assedio di parole, bandiera
svetta di candore
sull'erta avìta del mio andare.
Dopo versi sbocciati limpidi
da palpiti virginei,
non sale ancora l'anima mia
a solcare onde di mare,
dimora silenziosa di forme colorate
di vita ancestrale.
Sereno, mai potrò rotolare al suolo,
tra eserciti di formiche
(ché sollecite invadono corpi
senz'anima, non più forti di foglie
da alberi volate, ancorché vicini)
né fioriture ho ritrovato
di memoria di desideri,
velati appena
nel cuore d'amori infiniti.
Piuttosto, sgomento, ho visionato
sussurri scendere, cauti, gradini
di marmo
nel solco intricato di ricordi,
allertati nel caos già
di giorni inquieti.
Ancora ho memoria
d'intrecci felici,
trascorsi sognanti tra profumi
di fiori a primavera,
e fraterna appare la sera,
e amorosa, nei vichi
del paese mio di montagna.
Veloce poi s'affretta e benigna
a tendere messaggi di tempi
smagliati;
eppure progrede, sempre e più
che se col piede
io mi fossi di Mercurio
allontanato.
Tutto, il cuore mio, ravvede
di svaghi
d'infanzia, passati felice
a intrecciare trame
d'incontri amicali
in luoghi di tenera
accoglienza.
Arnie tediate consolano ancora
tracce d'abbracci
di vita,
miracolo scandito
con passaggio, dolce,
d'ali di farfalle.
Eppure, corpi assonnati in attesa
sono del risveglio
d'amori e allegria,
e mani tremanti tendono gioiosi
all'incontro col sole caldo
del mattino.

Besozzo, 2009



" NON OMNIS MORIAR ! "

a mio nipote Tommaso Piemontese Jr

1. Mute labbra

Mute labbra dicono di baci
su cigli d'ipocrite libertà
e rinfrancano solitudini indomite
in spazi d'echi lontani.

Sonni scomposti chiedono occhi
velati di menzogne, ospiti di cuori
negati al sorriso d'anime serene
nei boschi d'aurore rosate.

Appaiono vertigini all'orizzonte
e rive inebriano d'essenze, volate
tra sguardi fitti di magia e beltà.

Gioie mormorano tra ronzii d'api
e sobillano speranze, ancorché
adombrate da veli esangui.

2. Si dorme pallidi

Si dorme pallidi tra guanciali
d'erbe aromatiche, sorpresi
a sognare di fiori celestiali.

Il delirio accompagna pensieri,
saltati incolori in pozze di misteri,
e magnifica canti di dolori indifesi;

ma viaggiano versi in pampini
ad esaltare profumi di campi
lustri di vetri azzurrini, e solenni

in pozze d'ombre vergini rifulgono,
che fresche di immagini si arcano
al vento caldo dell'idea già stese.

3. Quale incanto

Quale incanto di lamenti
s'incurva solenne in cuori
inquieti di giovani inesperti
a battaglie d'amore, se ombre
infittiscono occhi inondati
di bellezze mature in giorni
di candida compagnia.
Affanni ubriacano piaceri
giovani sull'orlo di notti
appena pensate.

4. Quante frenesie

Quante frenesie
rinfrancano attese
a lungo eluse.

Respiro suadente
incontra amicizie
mai accennate,
già messaggeri
d'orgogli senili,
in canti protesi
e non compresi.

Lontani
siamo sospinti
tra inezie di giorni perduti,
e tutto è quiete
nel volo di pensieri
al vento sparsi.

5. Voci gagliarde

Voci gagliarde declinano
da silenzi tenui
di primavere giovani
sfuggite agli amanti
grondanti canti
di sommosse infinite.

Come cantare si può
il riserbo
di cuori senza tracce
di luce
scoperta fissa
nell'incontro d'elezione.

Altri
seguiranno all'occorrenza
spazi in cerchi troppo grandi
per abbaglio dare
a sguardi in trionfo
di battiti amici.

6. A nulla risorge

A nulla risorge il mio
occhio perso in rivoli
di nebbie imperiose,
e le palpebre bagliore
intricato
danno eccitazione,
quando turbamenti
di cigni
saggiano resistenze
di piume
perse nello splendore
di soli all'orizzonte.

7. Ho scambiato pensieri

Ho scambiato per anni ed anni
pensieri immaginari di luce vespertina
in fosse scavate di bianca polvere
nel crepuscolo di vite bambine.

8. Nuova luce

Nuova luce ha invaso gli occhi tuoi
e smania gioiosa al respiro breve
della bocca tua ancora senza parole
incomprese, ancorché mute per noi.

9. Ho visto

... ho visto segmenti di luce
bucare terre all'ombra di querce
in fila su prati con arcobaleni
di fiori nani ...

10. Uomo

Il buon Dio - assiduo fotografo -
dall'alto con luce splendente
fa di noi immagini scorciate
che incolla nell'album suo di vita:
uomo nel lampo al magnesio
uomo fra istantanee
uomo nella macchina automatica
uomo ...
Si cerca un punto
fiduciosi e ostinati
un punto d'appoggio
un punto di partenza
un punto di riferimento,
se non di gravità.

11. Si può volare

Si può volare - io so -
quando nebbie nascondono
pensieri
venuti come brezza tra fronde
di boschi slargati da luce
in reflusso a mezzogiorno.

Avviene che al risveglio
occhi, ancora nel golfo
tenue del sonno,
stupiscano nel vedere
un nuovo giorno e
anelino ad imparare
a conoscere amori,
svagati
nel vento dei ricordi.

Appaiono allora canzoni
venute a gioire solitudini
e dare carezze
cercate anonime
nei sentieri del cuore.

12. Vorrei che ombre

Vorrei che ombre di pensieri
velassero monti distanti
nei boschi di luce al tramonto,

ma il gelo del tuo cuore
inonda l'anima di chi
s'erpica a saltelli
sulle cime del volto mio
d'infante all'amore.

Vincoli di pace hanno spezzato
umiliazioni passate
e baci di speranza stendono
certezze nella carne sfiorata
da mani tremule di desiderio.

Sarò ancora con te
nel volere imperioso
di domani
partecipi di pensieri comuni,
e solleverò giorni di rancore
dal profondo d'acque stagnanti.
Siamo così padroni d'incantesimi
risaliti lieti alla fonte
del grande mistero.

13. Bambino dagli occhi blu

Ho cominciato a pensare a te
quando il calore del sole
raggiava potente nel viale
del cuore mio, assetato di te.
Il desiderio d'averti ha guidato
pensieri dalla radice del bene.
Tante persone
oggi sono più ricche
negli occhi e nel cuore
perché ci sei tu
bambino dagli occhi blu.

14. NON OMNIS MORIAR !

I miei sogni commuovono
al risveglio cuori socchiusi
ai refoli dell'amore,
sanno di poesia percepita dolce
nell'aria e nel silenzio,
ballano e poi cantano e poi
ballano ancora ansanti al ritmo
di voci portate con grazia
nell'eden ritrovato.

Sospiri di bimbi
sono farfalle lievi
che portano acqua
all'arsura
del tempo in declino.

Verranno in volo poi
pensieri giovani
e serenità daranno
e rifugio eterno
nelle brume
assetate di eremi santi.

Si vivranno istanti
come pasque eterni,
ancorché a vista
sappiano di futile
e provvisorio.

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