POESIA


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Racconti di Daniela Moreschini

Spazio Libero


Sono nata a Roma dove tuttora risiedo, moglie e mamma con grande orgoglio di esserlo. Non sono poeta, mi piace solo riportare su carta le mie emozioni che scaturiscono da momenti di vita quotidiana. Tre anni fa in internet ho scoperto la poesia on line, ora sono amministratrice ad interim del sito www.ilmistero.com.
Sono presente nelle Antologie
I Poeti del Terzo Millennio, ed. 2002-2003-2004 della Golden Press; Il libro dei Poetixcaso, ed. Golden Press 2002; Particelle di luce, ed. 2003 della Lietocolle.


SABATO SERA

Finalmente fine settimana, domani è domenica, niente scuola, si dorme.
Al solito muretto gli amici si riuniscono, sono le 22….inizia finalmente la serata.
Tutti sui motorini per raggiungere la discoteca, sballo senza problemi, senza professori a guardarti, senza genitori a controllarti….Liberi finalmente per una sera.
Pantaloni stretti, oppure larghi, borchie, cinturoni, capelli lunghi, capelli rasati oppure colorati, minigonne, alti stivali fino al ginocchio.
Li guardi e pensi: “Sono giovani, lo sono stato anch’io! Sono belli anche così”
E in fondo senti un po’ di nostalgia per la tua trascorsa gioventù!
Nella sala tante e tante luci colorate, musica assordante, ragazzi meravigliosamente giovani e belli che da parte lasciano i loro pensieri e ballano in pista con movimenti strani e disarticolati.
Presto nella sala aleggia un’unica nube di fumo, mentre la musica non cessa di dare ritmo ai movimenti.
Uno spinello passa di mano in mano, e guardano estasiasi quella nuvoletta azzurrina che emanano aspirando…Tutto è lecito….E’ sabato sera.
Qualcuno di nascosto passa una compressa che sembra quasi una caramella.
Te la mette tra le mani.
Che fai? Non la prendi? Hai paura? Dopo starai benissimo e ti sembrerà d volare in pista. Non esser timido.
PROVA!
Ecco con un po’ di vodka, e via giù! Sentirai ora che sballo!
Voli veramente sulla pista, ti senti leggero ed etereo, e balli come non hai mai fatto, senti di avere il mondo in mano, non sei stanco…continueresti ancora …e poi ancora.
Ma, ecco, la musica cessa, le luci si spengono, le porte si chiudono. E’ ora di terminare la notte nel proprio letto.
Prende il suo motorino, una vocina ricorda di mettere il casco, ma che importa? E’ notte fonda, in strada non viaggia nessuno e poi il tragitto è così breve! Tra cinque minuti sarebbe stato a casa!
L’aria fredda della notte si contrappone al gran calore che sente dentro, nelle orecchie ancora la musica assordante gli fa esplodere la testa, solo rumore e confusione intorno e dentro lui.
Poi finalmente il silenzio….e solo buio.
Non saprà che non avrà mai visto il sorgere del sole di quel nuovo giorno, perché quando è sorto, lo ha trovato lì, sulla strada, e chi a casa lo aspettava non vedrà mai più il suo sorriso.
Doveva essere un sabato sera diverso dagli altri…..e così è stato!





UN FIORE GETTATO NEL VENTO

Non molti anni fa, un giardiniere, triste e avvilito per aver perso tutti i fiori del suo giardino, si avviava stanco per le vie della città alla ricerca di qualcosa….ma di cosa?
In un viaggio, vide, gettata in un angolo della strada, una piantina nata da poco, era tanto bella, ma stava appassendo….Ecco, forse quella piantina già con le radici sarebbe cresciuta nel suo giardino, dove nessun seme voleva attecchire…..
Il giardiniere tornò di corsa a casa, preparò la terra per quell’unica pianticella in mezzo a tanta terra senza fiori. Cercò per lei un punto caldo, dove il sole poteva scaldarla ma non bruciarla, e riparata dal gelido freddo ma dove potesse ricevere aria fresca.
Passò giorni e giorni a curar quella piantina che sembrava appassire sempre più. Ma più la piantina appassiva e più lui la curava, le parlava, l’accarezzava, finchè una mattina trovò la grande sorpresa…Timido dallo stelo cominciava a spuntare un piccolo virgulto di un bel verde e la speranza risorse in quel giardino.
La mano gentile, la curava, il cuore l’amava, le vecchie foglioline cominciarono a cadere mentre le nuove spuntavano, lo stelo non aveva più quella strana curvatura ma diveniva ogni giorno più eretta e bella, finchè in primavera sbocciò anche il fiore.
Bello, eretto e fiero, il giardiniere lo guardava crescere con orgoglio, da solo riempiva quel giardino dove altri fiori non erano riusciti a crescere e la sua bellezza risaltava maggiormente.
Quanta cura, quanto amore le fu dedicato!
Oggi quel fiore sta iniziando ad appassire di nuovo; è triste, i suoi petali sembrano non aver voglia di aprirsi, neppure l’amore riesce a placare la sua tristezza.
In tutti quegli anni il fiore e il giardiniere avevano imparato a comunicare e il messaggio del dolce fiore era chiaro. Aveva bisogno di sapere, non chiedeva di conoscere quale pianta l’avesse generata, ma solo la terra dove le sue radici erano spuntate per farla nascere.
Che fare? Cosa decidere?
Poteva l’amore del giardiniere negare al suo fiore di conoscere le proprie origini, le proprie radici?
Poteva quell’amore trasformarsi in egoismo?
Con tristezza in cuore e lacrime negli occhi, il giardiniere trapiantò il suo fiore in un vaso e con lui ha iniziato a girare per ritrovare la terra che le aveva dato vita, sapendo anche che in realtà voleva sapere e conoscere anche la pianta madre che l’aveva generata…Sa, che, il giorno in cui la troveranno, sarà il fiore a scegliere dove continuare a vivere….ma pur di non vederlo morire di malinconia sotto i suoi occhi, è disposto a rinunciare per la sua felicità.
A lui rimarrà solo il dolce ricordo degli anni trascorsi insieme!
(a tutti i fiori piantati nei giardini e gettati poi nel vento)



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